S O S   S A I N T   B E R N A R D   DOG    by Associazione Italiana San Bernardo

 

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CARNE DI CANE FINALMENTE I PRIMI PASSI:

di Ilaria Ferri

 

 

 

La prima cosa che sento di voler esprimere è un ringraziamento a tutti coloro che in un modo o in un altro , partecipando alla manifestazione, raccogliendo le firme, inviando i fax all’ambasciata cinese e dando spazio a questa campagna, hanno consentito che la manifestazione avesse successo.
Venerdì 2 novembre con la consegna presso la segreteria della Direzione generale della FAO, dei 4 milioni e mezzo di firme raccolte in tutto il mondo a sostegno della petizione che richiedeva il divieto di importazione di cani, soprattutto San Bernardo, e il divieto di allevamento e consumo a scopi alimentari dei cani, ( in quanto non rientrano nella lista FAO degli animali allevabili a tale scopo), abbiamo già ottenuto un grande successo e rappresenta di certo un primo grande e importante passo.
E’ stata una grande emozione con la Sig. Elly Maynard, la promotrice neozelandese di questa campagna venuta a Roma a tale scopo, consegnare alla FAO un così grande numero di firme raccolte in tutto il mondo, a testimonianza dell’interesse internazionale verso un tema che sta a cuore agli animalisti ma anche alle persone comuni che riconoscono nella cinofagia una pratica barbara e incivile.

 

Sabato 3 davanti all’ambasciata Cinese erano presenti le delegazioni di tutte le associazioni animaliste italiane e non solo, anche l’Associazione Italiana San Bernardo e non poteva mancare anche la presenza di “Animalieanimali”.
Abbiamo saputo dal Commissario di Polizia che l’ambasciata è stata sommersa dai fax provenienti da tutto il mondo ed anche che gli addetti dell’ambasciata avvertivano la pressione della manifestazione.all’interno dell’ambasciata l’ambasciatore era assolutamente furioso per la manifestazione. Anche i poliziotti sono rimasti sconvolti dalle immagini delle torture e dell’uccisione dei cani, in un certo modo, per quanto è permesso loro in una veste ufficiale, ci hanno anche appoggiato e ringraziato per l’informazione e la diffusione delle notizie che consentivamo.
La manifestazione ha sortito quindi gli effetti desiderati !!
L’unico modo in cui si può vincere questa battaglia è parlare, far conoscere al mondo intero questa vergogna. Anche perché c’è una stretta correlazione poi, tra l’utilizzo di carne di cane e il commercio delle loro pelli e pellicce.
Per questo i nostri passi futuri saranno quelli di richiedere, in collaborazione con il CODACONS, l’etichettatura dei capi di abbigliamento rifiniti o interamente costituiti da pellicce e pelle di cane o gatto. Il nostro paese, ogni anno importa una grande quantità di questi prodotti finiti o da lavorare. Significa che o importiamo direttamente parka, giacconi con colli di pelo di cane o gatto , oppure importiamo le pellicce da utilizzare per capi prodotti in Italia, guanti , cappelli, giacche etc..
In collaborazione con le associazioni animaliste richiederemo poi, il bando di importazione di tali prodotti, finiti o non come negli USA è già stato fatto da tempo.
Chiediamo anche maggior controllo sui prodotti importati in Italia dalla Cina. Io stessa ho potuto acquistare a Porta Portese per la cifra di cinquemilalire dei cerotti per i dolori muscolari sulla cui scatola, in inglese e cinese, c’è scritto che sono cerotti prodotti con ghiandole e ossa di tigre. Come tutti sappiamo, la tigre è un’animale che è inserito nella lista rossa degli animali a più alto rischio di estinzione e ovviamente né è vietata l’uccisione etc. Ma sappiamo anche che i cinesi non hanno mai fatto segreto della loro “passione” per l’uso delle ossa e delle ghiandole di questo meraviglioso felino a scopo terapeutico.
Nei prossimi giorni invierò questa segnalazione all’Ufficio Conservazione e Natura, auspicando un loro tempestivo e produttivo intervento.
La nostra battaglia non è comunque rivolta contro il popolo cinese, piuttosto contro un governo totalitario che non rispetta né uomini né animali. E finalizzata quindi, unicamente alla diffusione del rispetto dei più elementari valori di sensibilità e alla diffusione dei diritti di tutte le creature viventi. Come la libertà degli uomini ha un prezzo, anche quella degli animali deve coinvolgere lo stesso impegno che oltre le parole e la pietà deve tradursi in attività concrete: informazione, consapevolezza e partecipazione.

Solo se saremo tutti insieme, senza confini e pregiudizi potremo vincere la battaglia per la
liberazione degli animali dalla sofferenza e dalla crudeltà.

ASSOCIAZIONE ITALIANA SAN BERNARDO AISB - SOS SAINT BERNARD DOG