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a cura di dott.ssa Barbara Caneppele

Affrontiamo ora brevemente la disposizione dell'apparato femminile e le sue patologie più frequenti; esso è costituito principalmente da ovaio, utero, salpinge e vagina e, ad esclusione di quest'ultima, sono tutte strutture da indagare principalmente mediante indagine ecografica o laparoscopica.

OVAIO: è un organo pari, presente in regione lombare, con attività sia gametogena (cioè produce le cellule uovo od oociti), sia endocrina (produce estrogeni e progesterone).
E' importante ricordare che proprio l'alternanza di questi due ormoni determina il manifestarsi del ciclo estrale, di fondamentale importanza per determinare il momento ideale per effettuare l'accopppiamento. A carico delle ovaie possiamo ritrovare alcune patologie più o meno diffuse e da tenere in considerazione, soprattutto nel caso in cui ci siano problemi della femmina a rimanere gravida; ricordiamo che tali patologie devono essere sempre sospettate ma sono di difficile riscontro clinico.
Cisti follicolari: sono formazioni più o meno rotondeggianti, singole o multiple, mono o bilaterali; molte cagne colpite non mostrano segni di disendocrinia (1) in quanto le cisti possono essere inattive e liberare scarsissime dosi di ormoni. In altri casi possono invece determinare un anestro prolungato (2) o addirittura ninfomania in quanto il tessuto cistico può andare incontro ad ipersecrezione di estrogeni determinando fasi di proestro-estro persistenti.

Cisti luteiniche: anche la loro presenza determina un anestro protratto e la loro diagnosi può essere ecografica oppure tramite visione diretta delle ovaie. In entrambe le patologie il trattamento può essere farmacologico o chirurgico con ovariectomia (3).

Neoplasie ovariche: possono essere presenti neoplasie primarie di riscontro occasionale dopo ovaioisterectomia (4).
Falsa gravidanza: viene trattata come patologia a carico dell'ovaio in quanto è determinata dall'andamento dei tassi ormonali da esso regolati; nella cagna la fase luteinica succede sempre al calore, quindi non esiste differenza tra cagne gravide e non gravide per quanto riguarda la presenza del Corpo Luteo e del Progesterone. Tutte le cagne non gravide in diestro, possono passare da una condizione parafisiologica asintomatica ad una sintomatica che simula gli atteggiamenti del post partum: la femmina si costruisce un nido, diventa irrequieta, può perfino arrivare a raccogliere giochi e bambolotti, come fossero dei cuccioli, producendo latte.
Attenzione, che sia ben chiaro a tutti: questa patologia non è determinata dal desiderio di maternità della femmina MA SOLO ED ESCLUSIVAMENTE dal momentaneo assetto ormonale dato dal crollo del progesterone e dall'aumento della Prolattina.
In conseguenza a quanto detto, è perfettamente inutile pensare di risolvere definitivamente il problema facendo accoppiare la cagna: durante quel ciclo infatti non si manifesterà sicuramente la falsa gravidanza
(ma, forse, una vera cucciolata) tuttavia, il problema si riproporrà quasi certamente al calore successivo. E' meglio dunque evitare inutili accoppiamenti "terapeutici", come unico rimedio al problema.
La terapia consiste in farmaci "antiprolattinici" per ridurre la montata lattea ed eventualmente, con cautela, farmaci progestinici (5), per sistemare il profilo ormonale.
Si ricorda, inoltre, che il continuo manifestarsi del problema a livello mammario pare possa predisporre, a lungo andare, a tumori mammari quindi, in casi di recidive, è possibile pensare serenamente alla sterilizzazione chirurgica del soggetto.

SALPINGE: è un condotto pari e stretto che riceve gli oociti prodotti dall'ovaio ed è la vera sede dell'incontro con gli spermatozoi, cioè della fecondazione a cui fa seguito la discesa del prodotto concepito in utero.

UTERO: è un organo cavo che mediante la placenta nutre il conceptus (6); nella specie canina esso è composto da un corpo, da un collo (cervice) e da due corna simmetriche. Le patologie a suo carico, escludendo le distocie, ovvero i problemi che possono insorgere durante la gravidanza, sono le seguenti e compaiono prevalentemente dopo il parto.

Mancata involuzione dei siti placentari: dopo il parto assistiamo a delle perdite siero-ematiche fisiologiche, della durata di 4-6 settimane, corrispondenti alla riparazione dell'endometrio, parte dell'utero danneggiatasi dopo distacco della placenta. Perdite prolungate con vulva debolmente aumentata di volume e flaccida anche in assenza di ipertermia ed alterazioni ematologiche, dovrebbero indirizzare la diagnosi verso tale problema.
Ritenzione placentare: la mancata espulsione di una o più placente costituisce una complicazione del parto per cui le placente non vengono espulse entro 15-30 minuti dalla nascita di ciascun cucciolo. In presenza di sintomi come perdite, anoressia o febbre, è fondamentale intervenire con trattamenti farmacologici o addirittura con ovaioisterectomia.

Tetania puerperale o eclampsia: è un evento patologico acuto indotto dal brusco calo della concentrazione del Calcio nel sangue, nella fase postpartum, appena inizia la lattazione; è una patologia molto frequente in femmine di piccola e media taglia, rara in quelle di taglia gigante; sintomi iniziali possono essere apparentemente vaghi, con irrequietezza, nervosismo ed aumento notevole della frequenza cardiaca; in breve si potrà assistere ad un rapidissimo peggioramento con spasmi muscolari, fascicolazioni (7), atassia (8), incapacità a reggersi sulle zampe, tachicardia e febbre. Il paziente non sottoposto a terapia è soggetto a crisi convulsive, talvolta arriva alla morte.

Piometra: grave, diffusissima patologia a carico dell'utero, consistente nella presenza di materiale più o meno purulento con grave compromissione generale dell'organismo a tal punto che ritengo sia il caso di trattarla in un capitolo a parte, poichè incide notevolmente nell' ambito di un allevamento.

VULVA E VAGINA: organi genitali esterni, quelli visibili "ad occhio nudo".
Anomalie congenite: possiamo trovare anomalie morfologiche interne di forma ostruttiva o setti intravaginali (vagina doppia) che determinano grosse difficoltà nell'accoppiamento, vaginiti ricorrenti, lambimento continuo dei genitali esterni ed attrazione persistente dei maschi.
La diagnosi di tali problemi è fatta attraverso esplorazione digitale della vagina.

Iperplasia e prolasso vaginale: iperplasia ed ipertrofia della mucosa vaginale colpiscono prevalentemente soggetti giovani e di razza gigante. Il grado di ipertrofia e quindi di prolasso dipende dal grado di edema presente, a sua volta legato alla quantità di estrogeni circolanti.
La presenza di questa protuberanza a livello vulvare deve essere differenziata dalla presenza di forme neoplastiche sopraelencate. La terapia può essere chirurgica con rimozione del prolasso oppure conservativa; in questo caso è necessario tenere il prolasso pulito e lubrificato evitando traumatismi, leccamenti o grattamenti.
Il problema è soggetto a recidive periodiche in concomitanza alle successive fasi proestrali anche se tende a ridimensionarsi con il passare dei cicli.

Neoplasie: tra quelle ad evoluzione benigna ricordiamo: fibromi, leiomiomi, polipi e lipomi; tra le forme ad evoluzione maligna troviamo leiomiosarcomi e carcinomi a cellule di transizione.

Vaginite: con tale termine si intende un processo infiammatorio a carico delle pareti della cavità vaginale, associata a scolo vulvare grigio-giallastro, sieroso o mucopurulento.
Distinguiamo una forma detta
"vaginite del cucciolo" , caratteristica della fase prepubere, con scolo vulvare di modesta entità e destinato a risolversi spontaneamente senza terapie antibiotiche, ed una forma tipica della femmina adulta legata alla presenza di corpi estranei, neoplasie od eventi traumatici.
Si ricorda che davanti ad una vaginite acuta o cronica con scolo, prurito ed altri sintomi generali è indicato effettuare un tampone per esame colturale con antibiogramma, al fine d' isolare l'agente eziologico responsabile; tale manovra va fatta da un veterinario per prelevare il campione abbastanza in profondità, in modo da non prelevare batteri a livello vulvare che possono essere non responsabili della patologia.
Si ricorda in conclusione che molte patologie o pseudopatologie sono correlate all'età della femmina, infatti, è fondamentale allo scopo d'ottenere ottimi risultati a lungo termine, rispettare la fisiologia ed attendere che tutto l'apparato sia ben sviluppato ed in grado di svolgere le proprie funzioni in modo ottimale; questo significa che le femmine, soprattutto di taglia gigante, non devono essere mai accoppiate precocemente ma è necessario attendere che anche l'apparato scheletrico (anche, bacino) sia ben sviluppato ed in grado di sostenere il peso della cucciolata.
Cause di infertilità nella cagna sono un’errata valutazione del ciclo (è fondamentale l'esatta individuazione dei giorni utili per procedere all'accoppiamento) e la piometra: li considero entrambi argomenti di interesse notevole che vorrei trattare approfonditamente nei prossimi numeri.


 

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