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Dott.ssa Barbara Caneppele*

i tratta di una patologia che colpisce prevalentemente femmine anziane dagli 8 ai 10 anni (ma non solo!) ed è tipica della fase diestrale (45-60 giorni dopo l'inizio del calore) per la presenza di batteri che lavorano su un utero già stimolato in modo abnorme dall'azione del Progesterone, nel corso di più cicli estrali (“calori”) in successione.
Lo sviluppo della piometra vera e propria è preceduto, a livello della mucosa uterina, da fenomeni di iperplasia endometriale cistica in quanto il tessuto prima iperplastico (cioè aumentato di volume per eccessiva stimolazione) va incontro a degenerazione cistica.
In questa fase è abbastanza facile che i batteri presenti a livello vaginale (prevalentemente E.coli) raggiungano l'utero in fase proestrale-estrale attraverso la cervice dilatata e proliferino in modo abnorme, determinando l'esplosione della patologia vera e propria.
Gli Estrogeni non sono direttamente coinvolti nella patologia ma esaltano l'azione del Progesterone: la loro somministrazione in fase estrale e/o diestrale (ad esempio per l'interruzione di gravidanza indesiderata) aumenta notevolmente il rischio d'insorgenza e questo giustifica il fatto che anche soggetti molto giovani possano presentare tale patologia. Talvolta tale iperplasia comporta accumulo di liquido e la patologia è definita idrometra o mucometra secondo la densità del materiale presente.
Il sintomo classico, riferito dal proprietario, è dato dalla fuoriuscita di materiale purulento dalla vagina se si tratta di piometra a cervice aperta; se si tratta invece di piometra a cervice chiusa la diagnosi è sicuramente meno immediata in quanto mancano perdite evidenti ed i sintomi, ad un occhio inesperto, possono sembrare molto generici:
la cagna può presentare poliuria (urina frequentemente), polidipsia (beve frequentemente), anoressia (non mangia volentieri), spossatezza, ottundimento del sensorio, vomito, diarrea, addome dilatato se la raccolta è imponente e talvolta, ma non sempre, febbre.
Si è ipotizzato che con tale patologia, associata ad endotossine da E. coli, ci possa essere insensibilità reversibile del tubulo renale all'azione dell'ADH (ormone deputato a produrre con incapacità di concentrare le urine; in conseguenza a ciò sono prodotte urine estremamente diluite con perdita di fluidi.
La diagnosi deve comunque essere fatta mediante indagine ultrasonografica (ecografia) per cui si nota l'utero, che normalmente non viene visualizzato in quanto anecogeno, come un'immagine scura (iperecogena) a ridosso della vescica.
Anche banali esami di laboratorio possono avvalorare il sospetto:
si trova una iperleucocitosi, cioè aumento dei globuli bianchi in specifico aumento dei neutrofili, aumento dell'azotemia in caso di disidratazione mentre gli enzimi epatici (GOT-GPT-SAP) possono essere elevati in caso di danni epatocellulari.

TERAPIA

Dopo la valutazione degli esami di laboratorio è sicuramente necessario iniziare terapia antibiotica e fluida nell'attesa di stabilizzare il paziente per procedere poi alla risoluzione del problema.
Tra le varie possibilità ricordiamo quella chirurgica consistente nell'asportazione di utero ed ovaie (ovaioisterectomia), oppure quella medica che consiste nella somministrazione di prostaglandine ed antiprolattinici allo scopo di indurre una lisi del corpo luteo, aumentando la contrattilità della componente muscolare dell'utero nella speranza di riuscire a svuotarlo completamente dal materiale purulento.
Posso affermare, per averne applicato personalmente il protocollo, che tale metodica può portare a risoluzione del problema, ma molti sono le condizioni concomitanti: il cane deve essere giovane, in buona salute, non cardiopatico e soprattutto di mole non imponente (…..) poiché la dose terapeutica delle prostaglandine è molto vicina alla dose letale e comunque gli effetti collaterali sono vomito, diarrea, tachicardia (aumento della frequenza cardiaca), tachipnea (aumento della frequenza respiratoria).
Ricordo con piacere una vecchia cagnona da caccia che dopo 12 anni d'onorato servizio è stata portata in ambulatorio con una piometra; il proprietario ovviamente non ha esitato un istante a pensare all'eutanasia per l'elevato costo dell'intervento chirurgico ed a questo punto per dare una possibilità alla bestiola l'ho convinto a tentare la terapia medica che ha dato buoni risultati in quel momento ma a distanza di dodici mesi il problema si è ripresentato.
A mio parere dovrebbe essere considerata, di prima scelta, la via chirurgica anche se mi rendo conto che chi ha una bella femmina possa non concepire di perderla definitivamente come riproduttrice.
In conclusione vorrei ricordare che la patologia non è da sottovalutare in quanto porta repentinamente l'animale in uno stato di tossicosi importante per cui, qualunque sia il vostro orientamento terapeutico, recatevi quanto prima dal vostro veterinario di fiducia, che insieme a voi troverà la soluzione migliore…soprattutto per la vostra cagnona.


Per una corretta valutazione di tali sintomi sarà necessario effettuare una conta dei globuli bianchi dopo tre settimane dal calore, sia stata la femmina accoppiata o meno. 

 Stato infettivo   N° minimo globuli bianchi  N° massimo globuli bianchi

Stato normale (non infezione)

7000/ul

12000/ul

Moderata infezione (vaginite o endometrite)

12000 /ul

30000/ul

Infezione grave 

30000/ul

60000/ul e più

 

 

BIBLIOGRAFIA
"Clinica chirurgica veterinaria 2", R. Cheli, UTET 1977, pag. 869-889.
"Clinical Endocrinology of Dogs and Cats" edited by A. Rijnberk , pag.123-125.
"Dizionario pratico di terapia canina e felina"Ed. Masson, seconda edizione, Moraillon R., Legeay Y., Fourrier P. e Lapeire C.; 1994.
"Endocrinologia e Riproduzione del cane e del gatto", Feldman E. e Nelson R.; UTET,pag.584-586.

*Medico Veterinario: Laureatasi presso l'Università degli Studi di Bologna nel 1998, dopo aver frequentato il Dipartimento Clinico, Sezione Ostetrico-ginecologica per tre anni. Dopo la Laurea, ha conseguito nel 2001 il titolo di Dottore di Ricerca Ostetricia e Ginecologia Veterinaria presso l'Università degli Studi di Perugia. Attualmente svolge attività di libero professionista presso ambulatorio situato a Trento.

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